đď¸ #15SETTEMBRE
đď¸ UN MONUMENTO DELLA CULTURA SICILIANA
Il 15 settembre 1921 moriva in tragiche circostanze a #Catania il letterato, regista ed esponente di punta del teatro dialettale siciliano Nino Martoglio, la cui vita fu un’incessante opera di creativitĂ .

Nato a #Belpasso il 3 dicembre 1870, Nino Martoglio, pur avviato agli studi nautici, decise in giovane etĂ di darsi al giornalismo, mestiere del padre. Nel 1889 fondò un settimanale satirico, scritto in lingua siciliana, intitolato “D’Artagnan”.

La rivista diventerĂ negli anni seguenti un punto di riferimento per il dibattito culturale dell’isola, pubblicando testi in versi e in prosa in lingua siciliana e italiana. Vi collaboreranno, tra gli altri, anche Luigi Pirandello, Luigi Capuana e Giovanni Verga.
Successivamente Martoglio scoprĂŹ il teatro e nel 1901 fu il fondatore della storica Compagnia Drammatica Siciliana, che annoverava tra i propri attori personaggi del calibro di Giovanni Grasso, Virginia Balistrieri, MimĂŹ Aguglia e Giacinta Pezzana. Pochi anni dopo iniziò il grande sodalizio artistico con il comico Angelo Musco, per il quale scrisse capolavori immortali come “San Giovanni Decollato” e “L’aria del continente”.
Intenzionato a dare una visibilitĂ internazionale al teatro siciliano, dal 1910 Martoglio fu il primo a lanciare a #Roma le opere teatrali di Luigi Pirandello. Con lo scrittore agrigentino sviluppa un’amicizia e una intesa professionale che porterĂ i due a collaborare e a scrivere a quattro mani opere come ‘A vilanza e Cappiddazzu paga tuttu.
Dal 1913 ebbe avvio anche la sua carriera di regista cinematografico, durante la quale diresse “Sperduti nel buio” (1914), capolavoro considerato un precursore del Neorealismo italiano.

Secondo la critica degli anni Trenta, Sperduti nel buio è il suo capolavoro. Lâunica copia esistente, custodita al Centro Sperimentale di Cinematografia, venne trafugata dai tedeschi nel 1943 e non fu mai piĂš ritrovata.
Martoglio morĂŹ tragicamente a soli 51 anni, precipitando nella tromba dell’ascensore â allora in costruzione â dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, mentre era in procinto di fare visita al figlio malato. Una scomparsa improvvisa che lasciò un vuoto immenso nella cultura contemporanea.
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