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di Antonino Giaramita


Arroccata sulle colline della Valle del Belìce, in Sicilia, Poggioreale Antica è uno dei paesi fantasma più suggestivi e carichi di memoria d’Italia. Spesso definita la “Pompei del ‘900”, offre un racconto visivo immediato di una storia interrotta bruscamente, sospesa tra il fascino rurale del passato e la forza della natura.

Il borgo originario nacque nel 1642 per iniziativa di Francesco Morso, marchese di Gibellina, che ottenne dal re Filippo IV di Spagna lo ius populandi (il diritto di popolare il feudo).

Il nome stesso, “Poggio Reale” (podio regale), ne sottolineava la posizione dominante sulla valle e l’origine legata a un privilegio sovrano.

Per secoli la comunità ha vissuto di un’economia prevalentemente agricola, legata alla coltivazione del grano, della vite e dell’olivo, sviluppando un tessuto urbano tipico dei borghi siciliani, fatto di viuzze ripide, piazze e facciate in pietra locale.

Il destino di Poggioreale cambiò per sempre nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968.

Una serie di violentissime scosse sismiche colpì l’intera Valle del Belìce, radendo al suolo interi paesi.

A Poggioreale il sisma non causò un numero elevatissimo di vittime rispetto ad altri centri (molti abitanti erano già all’aperto dopo le prime scosse di avvertimento), ma le strutture strutturali dei palazzi e delle chiese subirono danni irreparabili.

Invece di recuperare il vecchio centro, le autorità decisero di abbandonarlo completamente e di ricostruire il paese qualche chilometro più a valle, in una zona pianeggiante, dando vita a Poggioreale Nuova.

Da quel momento, la città vecchia è rimasta disabitata. Il tempo si è fermato al 1968: camminando oggi tra i ruderi si possono ancora scorgere vecchie insegne commerciali, scritte sui muri e l’architettura originaria della piazza principale con i resti della Chiesa Madre.

Il vecchio centro di Poggioreale sorge sul declivio del Monte Castellazzo a un’altitudine di circa 390 metri sopra il livello del mare.

Questa posizione collinare offriva storicamente un vantaggio strategico e una panoramica totale sulla pianura sottostante attraversata dal fiume Belìce. Il nuovo centro abitato, invece, si trova leggermente più in basso, a circa 190 metri di altitudine.

Oggi Poggioreale Antica è un laboratorio a cielo aperto frequentato da storici, turisti, registi cinematografici (è stata set per alcune scene di “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore) e squadre di Protezione Civile che utilizzano l’area per esercitazioni di soccorso in scenari post-sismici.

Poggioreale Antica sorge nel cuore della provincia di Trapani, tra le colline della Valle del Belìce ed è uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti della Sicilia. Poggioreale conserva ancora oggi gran parte del suo impianto urbano originario, tanto da essere considerata una vera e propria “città fantasma” a cielo aperto.

L’antico abitato si trova a circa 400 metri sul livello del mare, con un’altitudine media di circa 399 metri. La posizione collinare garantisce un clima particolarmente gradevole durante l’estate, caratterizzato da giornate calde ma ventilate e da notti sensibilmente più fresche. L’escursione termica estiva tra giorno e notte può facilmente raggiungere e superare i 10-15 gradi.

Il territorio di Poggioreale Antica appartiene tuttora al Comune di Poggioreale. Il comune continua a far parte della provincia di Trapani.

Dal punto di vista dei collegamenti, il sito si trova a pochi chilometri dall’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo; lo svincolo più vicino dista circa 10-15 chilometri, a seconda del percorso utilizzato.

Le distanze dagli aeroporti siciliani sono particolarmente interessanti:

  • Aeroporto di Trapani-Birgi: circa 55-60 km
  • Aeroporto di Palermo Falcone-Borsellino (Punta Raisi): circa 75-85 km
  • Ex aeroporto di Castelvetrano: circa 25-30 km

Prima del terremoto il paese contava circa 4.000 abitanti. Le unità immobiliari tra abitazioni, botteghe, magazzini e fabbricati pubblici erano verosimilmente diverse centinaia, probabilmente oltre un migliaio considerando l’intero tessuto urbano.

Ciò che colpisce ancora oggi è che una parte molto significativa dell’edificato è ancora in piedi. Sebbene molti edifici abbiano subito danni rilevanti, una quota consistente delle strutture conserva muri, facciate e volumi riconoscibili, permettendo di leggere chiaramente la forma dell’antico paese.

Ogni anno migliaia di appassionati di storia, fotografia, archeologia industriale e turismo culturale raggiungono Poggioreale Antica, attratti dal fascino unico di questo luogo sospeso nel tempo.

Viene spontaneo chiedersi: cosa accadrebbe se un giorno si lanciasse un grande progetto internazionale di recupero?

Immaginiamo un piano coordinato di rinascita: infrastrutture ripristinate, strade e spazi pubblici recuperati, edifici storici messi in sicurezza, servizi essenziali riattivati e centinaia di immobili assegnati a famiglie, professionisti, artisti, imprenditori turistici e investitori provenienti dall’Italia, dall’Europa e dalle Americhe attraverso programmi simbolici di vendita a prezzo simbolico (il famoso euro a condizione che si ristrutturi e si paghino gli oneri di urbanizzazione).

Un intervento di questo tipo potrebbe trasformare Poggioreale Antica in uno dei più grandi laboratori europei di rigenerazione dei borghi storici, creando occupazione, turismo e nuove opportunità per l’intero territorio del Belìce.

La posizione geografica, la qualità dell’aria, il paesaggio agricolo circostante e l’eccellenza delle produzioni alimentari locali rappresentano già oggi un patrimonio straordinario. Olio, vino, cereali, formaggi e prodotti della tradizione siciliana sono tra le ricchezze che rendono quest’area una delle più autentiche dell’isola.

Forse Poggioreale Antica non è soltanto una testimonianza del passato. Forse è anche una delle più grandi occasioni di rinascita ancora inesplorate della Sicilia.

tratto dal gruppo fb Elimi Sicillia Web Storie di Malta e Sicilia

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