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Non è possibile formarsi un’idea giusta dell’Italia senza aver visto la Sicilia: qui sta la chiave di tutto“. Cit. Wolfgang Goethe

«L’#Italia, senza la #Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto». Con questa celeberrima affermazione il noto scrittore tedesco Johann Wolfgang von #Goethe sintetizzò le sue impressioni sul viaggio attraverso la penisola italica e la Sicilia intrapreso tra il 1786 ed il 1788.

Pubblicati in seguito in un unico saggio, i resoconti di viaggio di Goethe dedicano molto spazio al soggiorno in Sicilia. Tra meraviglia e pregiudizi, le annotazioni dello scrittore tedesco restituiscono l’immagine di un’isola luogo di superba bellezza ed eccentricità difficilmente accessibili allo straniero.

Il 29 marzo 1787, salpando dal porto di #Napoli, Goethe lasciò la penisola italica alla volta della Sicilia. Prima di allora il personale “Gran Tour” dello scrittore tedesco aveva fatto tappa dapprima nell’Italia settentrionale e poi a #Firenze, #Roma e per l’appunto Napoli. Verso le quattro del pomeriggio del 31 marzo, la nave con a bordo Goethe si avvicinò ad #Ustica, da dove lo scrittore tedesco iniziò a scorgere la più grande isola del Mediterraneo, con le sue coste ed i suoi monti.

Dopo un proseguimento di traversata non facile, Goethe giunse finalmente a #Palermo nel primo pomeriggio del 2 aprile, restando immediatamente colpito dalla suggestiva visione del Monte Pellegrino, da lui definito «il più bel promontorio del mondo». Lo scrittore rimase a Palermo fino al 17 aprile, visitandone quasi ogni angolo, dal fiume Oreto alla Piana dei Colli. Fece anche due gite fuori porta a #Bagheria, dove si soffermò sulla strana villa del principe di Palagonia, e a #Monreale, dove però – curiosamente – non visitò lo spettacolare Duomo normanno. Il soggiorno palermitano, peraltro, permise allo scrittore tedesco di indagare sul più famigerato dei suoi contemporanei: Giuseppe Balsamo, meglio noto come #Cagliostro, ovvero lo strano avventuriero ed esoterista che, partendo da #Ballarò, si era preso gioco delle principali corti d’Europa. Goethe ebbe modo di visionare l’albero genealogico di Cagliostro e di conoscere alcuni suoi familiari.

Lasciata la capitale, il viaggio siciliano di Goethe proseguì verso la Sicilia occidentale e centrale. Lo scrittore tedesco visitò nell’ordine #Alcamo (18 e 19 aprile), #Segesta (20 aprile), #Castelvetrano (21 aprile), #Sciacca (22 aprile). La sera del 22 aprile Goethe giunse ad #Agrigento, dove rimase fino al 27 aprile. Qui ebbe modo di visitare e descrivere con cura le rovine dell’antica Akragas. Da Agrigento il viaggio proseguì alla volta di #Caltanissetta (28 aprile) ed #Enna (29 aprile).

Dal 2 al 6 maggio Goethe soggiornò a Catania, facendo tappa anche ad #AciCastello e, ovviamente, sull’#Etna, da dove poté scorgere «la lunga riviera da #Messina a #Siracusa, con i suoi golfi, con i suoi seni, ora totalmente liberi allo sguardo, ed in altri punti nascosti alquanto dagli scogli della spiaggia». A #Catania Goethe si mise in contatto con Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, visitando il suo sfarzoso palazzo. Lasciata la città etnea, lo scrittore tedesco proseguì alla volta della suggestiva #Taormina (7 maggio) dove, colpito dal teatro greco e dal paesaggio, definiti «il più grande capolavoro dell’arte e della natura», si soffermò a riflettere sui miti ellenici. Giunto a Messina il 10 maggio, vi rimase tre giorni, visionando il grado di devastazione della città, vittima del gravissimo terremoto del 1783.

Il 13 maggio, approfittando della partenza di una nave, Goethe s’imbarcò alla volta di Napoli. Il soggiorno siciliano dello scrittore era ultimato, ma rimarrà nella memoria tramite il suo resoconto di viaggio.

Altre citazioni di Goethe sulla bellezza e la natura siciliana:

Sulla bellezza e la natura siciliana:

Chi ha visto una volta il cielo di Palermo, non potrà più dimenticarlo”.

Chi ha visto una volta il cielo di Palermo, non potrà più dimenticarlo“.

“Non posso esprimervi con parole l’accoglienza che ci ha preparata la natura…“.

In questo paese tutto è tanto vasto, grande, antico e insolito, che uno non può stancarsi di cercare di capirlo“.

Era meraviglioso vedere come le forze della natura, nella loro spontaneità, avevano prodotto tante cose inimitabili

Il soggiorno siciliano di Goethe è raccontato come una “disposizione d’animo eminentemente poetica” a contatto con una natura magica.
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