10 MARZO VIENE ASSASSINATO PLACIDO RIZZOTTO
Il 10 marzo del 1948 all’età di 34 anni fu ucciso Placido Rizzotto ed il suo corpo occultato in una delle foibe presenti a Rocca Busambra.
Rocca Busambra è la cima più alta della Sicilia Occidentale, 1613 metri di altitudine che si estende in territorio impervio, fatto di ripidi pendii e strapiombi, anfratti e pozzi verticali chiamati foibe, vere e proprie caverne verticali, a volta profonde anche decine e decine di metri.
Placido Rizzotto era nato il 2 gennaio del 1914 a Corleone primo di sette figli orfano di madre in età giovanissima.
Il padre fu arrestato in quanto ritenuto affiliato alla mafia e Placido non avendo riferimenti genitoriali fu costretto ad abbandonare gli studi e ad assumersi le responsabilità familiari essendo il primogenito. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo portò in provincia di Udine mentre dopo l’armistizio raggiunse Roma e si unì alla Resistenza partigiana per poi tornare a Corleone a guerra finita. Tornato in Sicilia inizia subito la sua attività sindacale e politica prima come presidente dei reduci e combattenti dell’ANPI di Palermo, poi come esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e della CGIL, fino a essere eletto, nell’ottobre del 1947, Segretario della Camera del Lavoro di Corleone.
Placido Rizzotto si dedicó a rappresentare le istanze dei contadini e dei braccianti agricoli, ostaggio dei grandi latifondisti e proprietari terrieri e della mafia. Le riforme agrarie in Sicilia furono boicottate e disattese, lasciando nella disperazione, nella povertà e nella schiavitù intere generazioni di contadini e a questo Placido non riusciva a rassegnarsi e per questo si mise a capo del movimento contadino, strutturandolo, motivandolo e organizzando continue manifestazioni di rivendicazione e di occupazione delle terre.
Quelle lotte nelle elezioni del ‘46 cominciarono a trasformarsi in consenso elettorale fino a far raggiungere al “Blocco del popolo” un consenso impensabile tanto da sortire la controffensiva di agrari e mafiosi che provarono a far desistere Rizzotto dalle sue battaglie, ma non riuscendo nell’intento. Per la sua determinazione e intransigenza nella sera del 10 marzo 1948 fu pestato a sangue da Liggio, assassinato e gettato nella foiba di Rocca Busambra.
Per il suo omicidio, grazie alle indagini del Capitano dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa furono arrestati Vincenzo Collura e Pasquale Criscione accusati del sequestro di Rizzotto e Luciano Liggio indicato come l’assassino materiale del giovane sindacalista.
Grazie alle dichiarazioni di Collura e Criscione fu ritrovato il corpo riconosciuto dai familiari solo per le scarpe. In seguito Collura e Criscione ritrattarono dichiarando che le loro dichiarazioni erano state estorte dai carabinieri e la Corte d’Assise di Palermo assolse tutti gli imputati del processo per insufficienza di prove, lasciando come spesso è accaduto in Sicilia che non vi fosse giustizia per il sacrificio di quei siciliani che nella giustizia e in un altro futuro per la Sicilia hanno sperato.
Chi volesse seguirci ci contatti a: info@siculomania.com Chi invece volesse un contatto più rapido, ci faccia sapere tramite messaggio whatsapp (3471671731), se vuole essere inserito sul nostro canale Telegram ( https://t.me/siculomaniacultura) o per essere inseriti nella lista broadcast di WhatsApp.
Gruppo WhatsApp Nsignámuni Lu Sicilianu link👇
https://chat.whatsapp.com/H7dZI2Yvx2W5FbxblcJJx7
Vi invieremo i nostri contenuti e vi terremo informati sulle nostre iniziative.

