🗓 #9AGOSTO
📖 UNA VITA PER LA PATRIA
Parlamentare, storico, economista e agronomo, Niccolò Palmieri (noto anche con la variante Palmeri)- nato a #TerminiImerese il 9 agosto 1778 – consacrò la sua vita agli ideali di libertà e benessere della #Sicilia.

Il palazzo nel quale nacque é ancora oggi esistente, sia pure in stato di abbandono, della via Badia, ironia per un sicilianista, ora denominata, via Garibaldi, all’attuale civico 63.
Fu quello che si dice un “bambino prodigio”.
A dieci anni, era giá in grado di tradurre i classici latini.
È ricordato storicamente come una delle figure intellettuali più significative della Sicilia dell’Ottocento, noto soprattutto per le sue posizioni fortemente sicilianiste, per il suo impegno nella riforma dello Stato e per i suoi importanti scritti storici ed economici.
Appartenente ad una famiglia aristocratica, Palmieri fu membro del Parlamento siciliano già nel 1812, al tempo della storica approvazione della nuova Costituzione redatta dal maestro e concittadino Paolo Balsamo (di lui ne abbiamo parlato 👇 https://www.siculomania.com/2271/paolo-balsamo-uno-dei-padri-della-costituzione-siciliana-del-1812/ )
su ispirazione di Carlo Cottone, Principe di Castelnuovo.
Ebbe la fortuna di frequentare Rosario Gregorio, noto arabista e storiografo influente accademico palermitano.
Prese parte alla rivoluzione del 1820 quale membro della Deputazione provvisoria di Termini Imerese e rappresentante della città nella Suprema Giunta provvisoria di Governo per la Sicilia, costituitasi a Palermo.
La sua attività politica e, in particolare, i suoi ideali di libertà e di progresso sono contenuti nel “Catechísmo politico siciliano” pubblicato clandestinamente prima del 1848.
Nella cittá natale, fu componente della Deputazione dei Pesi e delle Misure ediresse, assieme a Baldassare Romano, gli scavi che portarono alla scoperta, nel 1827, della cosi detta “Curia”. Questa area oggi in suo onore, é conosciuta come “Villa Palmeri”.

Ebbe un ruolo politico e ideologico nella realizzazione della Costituzione del 1812. Sostenne con vigore la riforma costituzionale siciliana del 1812. Questa carta si ispirava apertamente al modello costituzionale britannico.
Paolo Balsamo e Carlo Cottone, Principe di Castelnuovo furono due figure che si legheranno alla storia politica di Palmieri ispirandone le azioni e guidandone l’impegno. Da questi importanti personaggi apprese importanti nozioni di economia ed agronomia.
Le sue conoscenze in campo agronomico son da atribuire all’abate Balsamo, grazie al quale, collaborando con Cottone, fondarono l’istituto Agrario Castelnuovo, per cui stilò anche un “Calendario dell’Agricoltore”.
L’Istituto fu un esempio di lungimiranza e organizzazione, che consentì la formazione di giovani senza mezzi economici di apprendere le piú moderne conoscenze in ambito agronomico.
Fortemente indipendentista, Palmieri si oppose coerentemente alla soppressione del Regno di Sicilia decisa da Ferdinando III di #Borbone nel 1816, appoggiando le ragioni dei moti rivoluzionari del 1820 e pubblicando vari saggi storici tesi ad esaltare la storia costituzionale del Regno di Sicilia.
Sviluppò un’ideologia fortemente critica nei confronti del centralismo del Regno delle Due Sicilie guidato dai Borbone. Difese l’indipendenza e le specificità economiche e giuridiche dell’isola.
Attivissimo nel parlamento isolano, denunciò apertamente le storture del sistema giudiziario del tempo. Criticò inoltre i legami di protezione che la nobiltà terriera stringeva con il banditismo locale.
Principali opere letterarie e di studio:
- Saggio storico e politico sulla Costituzione del Regno di Sicilia: Un’analisi dettagliata e appassionata delle vicende istituzionali dell’isola fino al 1816. Esprime le sue tesi autonomistiche e anti-napoletane.
- Saggio sulle cause e i rimedi delle angustie attuali dell’economia agraria in Sicilia: Un importante trattato economico pubblicato nel 1826. All’interno analizza le problematiche strutturali dell’agricoltura e del latifondo siciliano.
- Somma della Storia di Sicilia: Rappresenta la sua opera storiografica più celebre. In questo testo Palmeri cercò di unire la tradizione sicilianista a una visione aperta verso i destini dell’Italia intera.
Palmeri morì in povertà nella sua città natale il #18luglio 1837, durante la grande epidemia di colera che colpì la Sicilia in quell’anno. Fu seppellito
in contrada Bevuto, nella quale venne allestito il “Cimitero dei Colerosi”.
Nel 1888 le sue spoglie furono riesumate, per volontà del Sindaco di allora, Francesco Cosenz, e trasferite nel cimitero di contrada Giancaniglia dove, nell’ottobre del 1997, l’amministrazione Comunale ha realizzato un monumento, su progetto offerto gratuitamente dall’Architetto Antonio Callari.
Oggi la sua memoria rimane viva sul territorio: a lui è intitolato il noto Liceo Scientifico “Nicolò Palmeri” situato nella sua città natale di Termini Imerese.
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