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Tre giorni dopo la morte di Guglielmo I detto il Malo, il giovanissimo figlio Guglielmo II, che passerà alla storia con l’appellativo di Guglielmo il Buono, ascese al trono di Sicilia. Tra i sovrani più amati della storia siciliana, il piccolo Guglielmo II visse i primi anni del suo regno sotto la reggenza della madre Margherita di Navarra, in un clima di conflitti e lotte di potere. In seguito, dopo il raggiungimento della maggiore età, egli sarà il protagonista di uno dei periodi politicamente e culturalmente più prosperi della storia del Regno di Sicilia.

Nato a Palermo attorno al 1152, Guglielmo II fu incoronato re di Sicilia presso la Cattedrale di Palermo ad appena tre giorni di distanza dalla morte del padre, il 10 maggio 1166. Al momento dell’assunzione della corona siciliana Guglielmo aveva circa quattordici anni e fu quindi affidato alla reggenza della madre Margherita di Navarra, coadiuvata da un consiglio di “familiares” composto dal vescovo di Siracusa Riccardo Palmer, dal futuro cancelliere Matteo d’Aiello e dal gaito di origine islamica Pietro.

I primi provvedimenti dopo la morte di Guglielmo I furono improntati alla riconciliazione con i nobili ribelli e la popolazione. Tuttavia, a corte nuove insidie stavano per materializzarsi. Nel 1167, infatti, giunse dalla Francia Stefano di Perche, parente della regina madre, che ne favorì l’assunzione delle cariche di cancelliere e arcivescovo di Palermo. Tra Stefano di Perche e alcune fazioni della nobiltà siciliana si aprì ben presto lo scontro, che vide tra i protagonisti anche il fratello di Margherita, Enrico di Montescaglioso, marito di una delle figlie illegittime di Ruggero II. La disputa tra Stefano e i settori della corte e della nobiltà ostili all’influenza francese si concluse nel 1168 con la fuga del cancelliere verso la Terra Santa. Un nuovo consiglio di reggenza vide allora la luce: ne facevano parte Riccardo Palmer, Matteo d’Aiello, Enrico di Montescaglioso, Riccardo di Mandra, gli arcivescovi di Palermo, Agrigento e Salerno Gualtiero Offamilio, Gentile e Romualdo Guarna, il vescovo di Malta Giovanni ed il gaito Riccardo.

La fase della reggenza verrà superata nel 1171, quando Guglielmo assumerà i pieni poteri da sovrano. Gli anni seguenti saranno caratterizzati da ambiziose spedizioni militari nel Mediterraneo orientale, da importanti accordi diplomatici, dall’alleanza matrimoniale con l’Inghilterra, da un periodo di ordine e prosperità all’interno del Regno e da un tripudio culturale ed artistico di cui la costruzione dello sfarzoso Duomo di Monreale (ne parliamo qui 👇https://www.siculomania.com/2503/%E2%9B%AA-il-duomo-di-monreale-un-duomo-doro/ ) rappresenta il simbolo più importante. Tutte cose che contribuiranno alla fama del re “buono”, definito “giusto rege” nel ventesimo canto del Paradiso dantesco.

Il cronista Ugo Falcando descrive con le seguenti parole l’ascesa al trono di Guglielmo II il Buono:

«Ma come furon passati i giorni destinati al pubblico lutto, Guglielmo, il quale era già all’anno quattordicesimo di sua età, con immenso gaudio della plebe creato Re, cavalcò solennemente per la città. II quale tutto che bellissimo fosse, in quel giorno nondimeno, non so in che modo, assai più bello apparendo, e una certa più augusta venustà avanti da se portando sul volto, si trasse di modo l’amore e la benevolenza di tutti, che ancor quelli ch’erano stati acerbi nemici del padre, e pensavano di non dover più mai serbar fede ai suoi eredi, dicevano che avrebbe oltrepassati i termini dell’umana natura chi contro a lui primiero avesse alcun che malvagiamente macchinato.»
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