#19Aprile 1321
L’incoronazione di Pietro II di Sicilia nel giorno di Pasqua del 1321 costituì un atto politico di grande rilevanza. Con esso il padre di Pietro, il re patriota Federico III, intese rivendicare l’ereditarietà del suo titolo e l’indipendenza del Regno, ricusando le condizioni della Pace di Caltabellotta del 1302 che avrebbero dovuto condurre, dopo la sua morte, all’assorbimento della Sicilia nei domini degli angioini di Napoli, scacciati via con la Rivoluzione del Vespro del 1282.
Con la Pace di Caltabellotta del 1302 era di fatto stata sancita la separazione tra il Regno di Sicilia insulare (nel trattato definito “Regno di Trinacria”) ed il Regno di Sicilia peninsulare (quello che passerà alla storia come “Regno di Napoli”). La pace era stata conclusa dopo una fase di scontro politico e militare assai pesante, che vide l’isola contrapposta ad una potente coalizione internazionale. Con l’accordo Federico III era riuscito a prendere tempo e ad assicurarsi il controllo dell’isola e la sua indipendenza di fatto da Napoli, ma con una inacettabile condizione di temporaneità: alla sua morte, infatti, la Sicilia sarebbe dovuta passare agli angioini e non ai suoi figli.
Federico non fece mistero di voler ricusare le condizioni più inaccettabili della Pace di Caltabellotta e, a testimonianza di ciò, dopo l’accordo continuò a definirsi “re di Sicilia” anziché usare il riduttivo titolo di “re di Trinacria”. L’occasione per ricusare la più grave delle condizioni apposte alla Pace di Caltabellotta si presentò qualche anno dopo. La discesa in Italia dell’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo, infatti, diede a Federico III la possibilità di un’alleanza politica contro il re di Napoli Roberto d’Angiò. Tra i due già nel 1311 furono avviate trattative diplomatiche e l’8 giugno 1312 il Parlamento riunito a Messina ufficializzò l’alleanza militare con il Sacro Romano Impero. Tale alleanza ebbe come conseguenza la rottura della tregua con Napoli, l’ulteriore presa di distanza dall’Aragona ed il riaccendersi delle ostilità papali contro Federico.
L’accordo alla base dell’alleanza mirava all’invasione del Regno di Napoli. Enrico VII avrebbe attaccato da settentrione, mentre a Federico III sarebbe toccato il compito di invadere i domini angioini da sud. A invasione ultimata la Calabria meridionale, di fatto unita alla Sicilia dai tempi di Ruggero I fino al Vespro, sarebbe stata annessa da Federico III. Al di là delle previste conquiste territoriali, però, l’alleanza con l’imperatore garantì a Federico un risultato ancora più importante: Enrico VII, infatti, forte della sua autorità imperiale, dichiarò invalida la condizione della Pace di Caltabellotta che sanciva la temporaneità dell’indipendenza siciliana, ammettendo gli eredi di Federico alla successione. L’alleanza sarebbe stata sugellata dal matrimonio tra il primogenito di Federico III, Pietro, e la figlia dell’imperatore, Beatrice. Enrico VII, inoltre, nominò il re siciliano ammiraglio dell’Impero, imponendo alle flotte di Venezia, Genova e Pisa di prestargli obbedienza.
Tuttavia, l’improvvisa morte di Enrico VII per malaria il 24 agosto 1313 contribuì al fallimento della spedizione calabrese di Federico III. Anche il fidanzamento tra Pietro e Beatrice fu rotto in conseguenza della morte dell’imperatore. Tornato in Sicilia dopo varie vicissitudini e preoccupato per lo scontro militare aperto con Roberto d’Angiò, il 6 gennaio 1314 Federico riunì il Parlamento a Gela per giustificare la rottura dell’accordo di Caltabellotta. Un nuovo Parlamento, riunito a Messina il 12 giugno seguente, riconobbe Pietro II come erede al trono di Sicilia.
Lo scontro militare con gli angioni proseguì negli anni seguenti. Nel dicembre 1316 Federico accrebbe ulteriormente il ruolo del figlio Pietro, ancora undicenne, nominandolo vicario generale del Regno. Nel frattempo Federico, costantemente impegnato contro il nemico angioino, venne scomunicato da Papa Giovanni XXII, il quale sancì anche l’interdetto su tutta la Sicilia il 10 gennaio 1321. Malgrado l’opposizione del pontefice, nel dicembre precedente Federico aveva fatto decretare al Parlamento siciliano riunito a Siracusa l’associazione al trono del figlio Pietro, ormai sedicenne. L’incoronazione del giovane erede avvenne la domenica di Pasqua del 1321 presso la Cattedrale di Palermo. Era il 19 aprile.
Pietro fu associato al trono del padre riprendendo una consuetudine antica nel Regno di Sicilia. Prima di Federico III, infatti, anche altri sovrani siciliani avevano associato i propri figli al trono. Da Ruggero II con Guglielmo il Malo, a Tancredi con Ruggero III, a Costanza d’Altavilla con Federico II, a quest’ultimo con il figlio Enrico.
Pietro coadiuvò il padre fino alla morte di costui nel 1337. Da quel momento regnò sulla Sicilia fino al 1342, anno del suo decesso.
_____________________________
Chi volesse seguirci ci contatti a: info@siculomania.com Chi invece volesse un contatto più rapido, ci faccia sapere tramite messaggio whatsapp (3471671731), se vuole essere inserito sul nostro canale Telegram ( https://t.me/siculomaniacultura) o per essere inseriti nella lista broadcast di WhatsApp.
Gruppo WhatsApp Nsignámuni Lu Sicilianu link👇
https://chat.whatsapp.com/H7dZI2Yvx2W5FbxblcJJx7
Vi invieremo i nostri contenuti e vi terremo informati sulle nostre iniziative.

