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#17Aprile 1744

🎨Tra i grandi protagonisti dell’arte siciliana del settecento un posto non secondario è occupato da Guglielmo Borremans, il prolifico pittore fiammingo che, giunto in Sicilia nel 1714, fece dell’isola la sua patria adottiva, disseminando affreschi e dipinti in ogni angolo del Regno. Particolarmente importante la sua attivitĂ  a Palermo, cittĂ  nella quale affrescò anche i nuovi spazi dell’antica chiesa della “Martorana”, tra i piĂš grandi gioielli dell’arte siculo-normanna e bizantina.

👶Guglielmo Borremans nacque ad Anversa nel 1675 ed in etĂ  abbastanza precoce divenne apprendista del pittore Pieter van Lint presso la Corporazione di San Luca della sua cittĂ  natale. Attorno alla fine del diciassettesimo secolo partĂŹ per l’Italia. Dopo aver soggiornato a Roma per circa sei anni, Borremans si spostò a Napoli, cittĂ  nella quale gli fu commissionato un lavoro per la Chiesa di Santa Caterina a Formiello e dove subĂŹ l’influenza del grande Luca Giordano. Tra il 1704 ed il 1706 è documentata la sua presenza anche in Calabria, a Cosenza. È certo che negli anni trascorsi nel Regno di Napoli la sua fama sia cresciuta notevolmente.

🧳Nel 1714 Borremans si trasferĂŹ a Palermo, dove la sua prima commissione fu quella di affrescare il soffitto della Chiesa della Madonna della Volta, sita nel rione della Conceria e demolita nel novecento. Grazie al suo stile basato sulla tradizione fiamminga arricchita dalle recenti influenze napoletane, la fama di Borremans si diffuse velocemente in tutta la Sicilia. Nel 1717 gli fu commissionato uno degli incarichi piĂš importanti della sua carriera, ossia quello di decorare le volte, i sottarchi e le nuove cappelle della parte di recente aggiunta al corpo medievale della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, comunemente nota come “Martorana”.

Dividendosi tra la capitale ed il resto del Regno, negli anni del suo soggiorno in Sicilia Borremans fu attivo in tantissime localitĂ  dell’isola. Nel 1719 gli venne commissionata la decorazione piĂš vasta e complessa della sua carriera, relativa a tutti gli spazi del Duomo di Caltanissetta. Altri suoi importanti interventi furono realizzati presso la Cattedrale di San Gerlando ad Agrigento ed il Duomo di Enna. A Catania, su commissione del vescovo Pietro Galletti, realizzò alcune tele oggi custodite presso la Cattedrale di Sant’Agata. Altra cittĂ  in cui Borremans ricevette varie commissioni fu Alcamo. Le localitĂ  che conservano testimonianze del passaggio dell’artista fiammingo sono però tante altre: da Siracusa a Trapani, da Bagheria a Piazza Armerina e poi Nicosia, Patti, Tindari, Caccamo, Ciminna ed altre ancora.

L’impronta maggiore di Borremans è però rimasta a Palermo, cittĂ  in cui nacque suo figlio Luigi, divenuto anch’egli pittore, e dove il fiammingo trovò il suo allievo prediletto in Gaspare Serenari. A Palermo le sue opere abbelliscono un folto numero di edifici religiosi del centro storico. Solo per citarne alcuni: San Giuseppe dei Teatini (suo il grande affresco della cupola), Santa Maria della PietĂ , Santa Teresa alla Kalsa e l’Oratorio del Rosario di San Domenico, dove è custodita anche una celebre pala d’altare del connazionale Antoon van Dyck. Suo anche il ciclo di ritratti dei vicerĂŠ di Sicilia presso il Palazzo la 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗥𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗤𝘂𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗶 𝗣𝗶𝘀𝗮𝗻𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗚𝘂𝗶𝗹𝗹𝗮.

Borremans scelse la Sicilia come sua patria elettiva, vivendoci per decenni e lasciando imperitura una impronta della sua arte.

Nel corso della sua carriera Borremans si trovò anche coinvolto in alcune dispute. Nel 1733, infatti, fu chiamato a dirimere la controversia sorta tra i pittori Pietro Paolo Vasta e Venerando Costanzo, che si contendevano la commissione relativa agli interni del Duomo di Acireale. In un’altra occasione Borremans vestĂŹ i panni stessi del contendente, aggiudicandosi la decorazione degli interni della Basilica di Santa Maria Assunta, ad Alcamo, contro il catanese Olivio Sozzi.

⚰️Dopo una lunga e ricca carriera pittorica, che sarà tramandata al figlio Luigi ed al nipote Guglielmo il Giovane, Borremans morì a Palermo il 17 aprile 1744 e fu sepolto presso la Chiesa del Convento dei Cappuccini.
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