1282 – I SICILIANI INSORTI CONTRO I FRANCESI ADOTTANO LA BANDIERA DEL VESPRO
A pochi giorni dallo scoppio della sanguinosa insurrezione sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito, il 3 aprile 1282, con il rogito del notaio Benedetto da Palermo, venne stipulato il patto di unione tra le città di Palermo e Corleone, rappresentate dai colori giallo e rosso. Nasceva così, secondo quanto tramandatoci, il vessillo del Vespro, da cui deriva – seppur con delle modifiche – l’attuale bandiera della Regione Siciliana.
Benché le informazioni arrivateci siano poche, la bandiera del Vespro, essendo datata al 1282, sarebbe una delle più antiche bandiere “nazionali” del mondo, nata per giunta dall’iniziativa spontanea del popolo e non dalla volontà di un regnante. A tentare di far luce sulla vicenda di questa bandiera è stato lo storico catanese Santi Correnti nel corso del novecento. Essa deriverebbe dai nastri giallo e rosso con cui fu sancito il patto tra la capitale Palermo ed il grande centro agricolo di Corleone, le prime due città ad insorgere contro l’odiato occupante angioino. Al centro della bandiera del Vespro ( del Vespro ne abbiamo parlato qui👇https://www.siculomania.com/2361/1282-scoppia-a-palermo-la-rivoluzione-del-vespro-contro-carlo-dangio/ )
sarebbe stato posto l’ancestrale simbolo del popolo siciliano, ossia la Trinacria o Triscele (ne abbiamo parlato qui 👇https://www.siculomania.com/2348/1848-il-parlamento-adotta-la-trinacria-come-stemma-del-regno-di-sicilia/ )
Tuttavia, la bandiera del Vespro non ebbe mai la funzione di vessillo “istituzionale” del Regno di Sicilia. La bandiera ufficiale del Regno, infatti, nascerà quattordici anni dopo, nel 1296, con l’avvento al trono del grande re patriota Federico III, figlio di Pietro III d’Aragona e di Costanza di Sicilia, i due sovrani chiamati al trono dopo il Vespro. Il vessillo scelto da Federico era composto dai cosiddetti “pali d’Aragona” di colore giallo e rosso e da due aquile su sfondo bianco, simbolo del ramo siciliano degli Hohenstaufen. Fu questa la bandiera siciliana rimasta in vigore fino al 1816, anno della soppressione del Regno di Sicilia ad opera di Ferdinando I delle Due Sicilie.
La Trinacria, invece, verrà istituzionalizzata come simbolo dell’isola con la Rivoluzione indipendentista del 1848, allorquando il Parlamento siciliano, riaprendo i battenti presso la Chiesa di San Domenico a Palermo, sancì in data 28 marzo l’ufficializzazione dell’antico simbolo come stemma del rinato Regno di Sicilia.
Negli anni quaranta del novecento, durante la stagione del separatismo di Finocchiaro Aprile e Canepa, i colori giallo e rosso, accompagnati dalla Trinacria, fecero nuovamente capolino come vessillo dell’indipendenza siciliana.
Dopo l’istituzione della Regione Siciliana, passarono decenni prima dell’adozione di una bandiera regionale. Il lunghissimo iter legislativo condusse nel 1990 ad adottare il gonfalone e lo stemma regionali, mentre la bandiera fu approvata addirittura nel 2000. Essa riprende i motivi dell’antica bandiera del Vespro con due importanti variazioni: il capovolgimento dell’ordine dei colori giallo e rosso e l’aggiunta delle spighe di grano al simbolo della Trinacria.
Insieme alla bandiera del Vespro, dalla Rivoluzione del 1282 sono derivati anche i due grandi motti della storia siciliana: “Bonu Statu e Libirtati”, coniato dal nobile Gualtiero di Caltagirone, e l’enigmatico “ANTUDO”, acronimo di “Animus Tuus Dominus” (il Coraggio è il tuo Signore).
Per chi vuole approfondire:

