🐍La biddina appartiene al mondo delle leggende siciliane
Secondo una delle storie che si narrano, nell’ entroterra siciliano, una bellissima fanciulla di nome Cinzia e dalle labbra di un rosso intenso, era innamorata e ricambiata da un pastore di nome Pasquale. Fra i due vi era un amore travolgente, ma Cinzia era di una bellezza statuaria, mentre Pasquale era minuto e poco prestante.
Questa diversità di aspetto con il tempo mise a disagio Pasquale che decise di lasciarla non sentendosi adeguato a gestire questo amore.
Cinzia vedendosi lasciata presa dalla disperazione, si lancio da un promontorio su un area paludosa trasformandosi in un enorme serpente dal muso rosso.
Mentre pascolava le pecore ai margini della palude, preso dal pentimento Pasquale si trovo davanti all’ enorme serpente che vedendo la disperazione del pastore si ritrasforma in fanciulla.
Purtroppo però Cinzia può tornare di aspetto umano solo al mattino e in presenza solo di Pasquale. Tornato a casa il pastore racconta la storia a familiari e amici. Nei giorni seguenti amici e parenti seguirono di nascosto il pastore ma non videro mai la fanciulla e pensarono che Pasquale fosse diventato pazzo.
Ogni giorno fino alla vecchiaia Pasquale tornava nello stesso luogo per vedere la sua amata anche per pochi momenti. Nel tempo la fanciulla appariva sempre nel suo aspetto avvenente e giovanile, mentre Pasquale, giorno dopo giorno faceva vedere il passare del tempo nel suo corpo. Alla morte di Pasquale nei luoghi di incontro si vedeva l’ enorme serpente dal muso rosso.
Cinzia per vedere il suo amato anche se solo poco tempo al mattino, aveva accettato di rimanere serpente per l’eternità.
Questa è solo una delle storie che accompagnano la leggenda della Biddina siciliana.
🧜♂️La Biddina è un animale mitico che viene descritto e tramandato in aneddoti e leggende locali. Si tratterebbe di un grosso serpente che vive nelle zone umide della campagna in provincia di Caltanissetta.
Anche in altre zone della Sicilia è descritto e sono tramandati racconti di animali simili alla Biddina, ma sono denominati in maniera diversa secondo le zone. In alcune zone della Sicilia si chiama Culobbia ed in altre Culofia.
🐊Questo rettile avrebbe un colore tra il verde e il blu, gli occhi rossi e una bocca talmente grande da consentirgli di ingoiare capretti, agnelli e bambini. Spesso viene descritta come una grandissima biscia, come un’idra o, addirittura, come un incrocio tra un drago e un coccodrillo.
È dotata di una corazza robusta, fatta di squame luminose, che la rende praticamente indistruttibile. Secondo la Leggenda una biscia che rimane nascosta per sette anni si trasforma in biddina, acquisendo le caratteristiche di dimensioni e di resistenza per là quali è nota.
Dai racconti questo serpente sarebbe in grado di incantare le prede ipnotizzandole e attraendo le prede verso i luoghi paludosi dove si nasconderebbe.
La reale cattura di grossi serpenti in certe zone avrebbe alimentato le storie e i racconti leggendari per indurre i bambini a rimanere lontani dai laghi paludosi dove è facile rimanere intrappolati e annegare. Proprio per questa ragione gli habitat dove viene descritta o dove vengono ambientate le storie sulla biddina sarebbero nella zona di Montedoro, in provincia di Caltanissetta, luogo paludoso, alimentato dalle acque sulfuree della vicina miniera di zolfo.
E analogamente le apparizioni sono descritte nei pressi di Riesi in alcune grotte, ma nell’immaginario collettivo è un animale che si troverebbe in tutte le aree delle campagne di Sommatino, Canicattì, Campobello e Marianopoli.
Nonostante si tratti di figura mitica, esistono delle catture storiche che continuano a sostenere ed amplificare la leggenda della Biddina.
In una fontana risulta raffigurata e scolpita una biddrina che sarebbe stata catturata e uccisa in Contrada Cammuto nei pressi di Naro è un’altra sarebbe stata uccisa nella contrada Cosciu negli anni sessanta. Sempre nel Salso negli anni cinquanta altri due esemplari sarebbero stati uccisi da alcuni pastori nella vallata sotto il monte Saraceno.
In foto: Scultura di una biddrina su una fontana di Mussomeli (CL)

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