🗓️ #31AGOSTO
La Pace di #Caltabellotta, evento topico della storia medievale siciliana, fu firmata il 31 agosto 1302. Il trattato chiuse la prima fase dei Vespri Siciliani, una guerra ventennale (1282–1302) che aveva stremato il Mediterraneo meridionale.

Essa fece seguito ad un tentativo d’invasione della #Sicilia da parte delle truppe angioine guidate da Carlo di #Valois, respinto nei pressi di #Sciacca dai siciliani stretti attorno a Re Federico III.
Nel 1302, i duchi d’Angiò tentarono l’ultima disperata carta per riprendersi l’isola. Carlo di Valois (fratello del Re di Francia) e Roberto d’Angiò sbarcarono in Sicilia e assediarono la roccaforte di Sciacca.
L’assedio si rivelò un disastro per gli Angioini: l’accanita resistenza dei siciliani, unita a una devastante epidemia di malaria, che decimò l’esercito francese, costrinse Carlo di Valois a cercare la via diplomatica.
Con l’accordo fu giuridicamente sancita la separazione politica – di fatto esistente dal #Vespro del 1282 – tra l’isola di Sicilia ed i suoi ex domini dell’Italia meridionale controllati dal casato d’#Angiò (che passeranno comunemente alla storia con l’appellativo di “Regno di Napoli”).
La pace fu siglata al Castello del Conte Luna (o un antico insediamento limitrofo) a Caltabellotta. La scelta non fu casuale. La cittĂ era una vera e propria fortezza naturale arroccata sulla roccia, in una posizione strategicamente inespugnabile che dominava la costa di Sciacca, offrendo garanzie di sicurezza a entrambe le fazioni per l’incontro.

Con il trattato Federico III accettò un compromesso in apparenza gravoso, rinunciando al titolo di “Re di Sicilia” appartenuto ai suoi avi, ufficialmente riconosciuto agli Angiò, a vantaggio del più riduttivo titolo di “Re di Trinacria”. A ciò si aggiunse la previsione della restituzione della Sicilia ai francesi dopo la morte dello stesso Federico.
In realtá si trattò di un “Trucco” diplomatico, un vero e proprio gioco linguistico e giuridico.
Gli Angioini non potevano rinunciare al titolo ufficiale di “Re di Sicilia”. Per risolvere l’impasse, venne riesumato l’antico nome greco dell’isola.
Federico III d’Aragona divenne così Re di Trinacria. In piĂş il trattato prevedeva la clausola che, alla morte di Federico, l’isola sarebbe dovuta tornare agli Angioini (o ai suoi eredi previo pagamento di una penale).

In realtá Federico III non ebbe mai intenzione di cedere l’isola. Sfruttò i successivi anni di pace per riorganizzare il regno e consolidare il consenso interno. Nel 1314, forte dell’appoggio del parlamento siciliano, infranse ufficialmente i patti di Caltabellotta e si riappropriò del titolo di Re di Sicilia designando come successore il figlio Pietro ( ne abbiamo parlato qui👇https://www.siculomania.com/2492/incoronazione-di-pietro-ii-di-sicilia-nella-cattedrale-di-palermo/ )
Ebbe cosĂ inizio la dinastia indipendente aragonese in Sicilia perpetuando il distacco da Napoli per i secoli a venire.
Queste condizioni apparentemente pesanti, poi invalidate dal sovrano siciliano, furono però necessarie al fine di garantire all’Isola l’indipendenza politica ed un periodo di pace dopo vent’anni di conflitto e resistenza estenuanti.
Altri fatti accaduti il 31 agosto:
📖 1803: Muore a #Palermo il bandito Pasquale Bruno, che ispirò un romanzo di Alexandre Dumas.
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