di Nadia Di Vina
Medico Veterinario (Presidente Associazione Avicola Madonita)
“L‘aceddu cu l’ovu” è il dolce Pasquale per eccellenza del comprensorio delle Madonie, si distingue per la sua forma di rondine che richiama l’arrivo della primavera e la rinascita della natura.
Non è un semplice biscotto ma un potente contenitore di simboli religiosi e rurali legati alla Santa Pasqua.
L’uovo sodo è il cuore del dolce, inserito intero per simboleggiare la tomba da cui Cristo è risorto, viene fissato alla pasta con due strisce intrecciate a croce.
L’impasto può essere di pasta frolla o pasta di pane. All’interno dello stesso territorio delle madonie l’impasto e la forma possono cambiare, ma il simbolo profondo resta uguale.
La decorazione: il biscotto una volta sfornato viene lasciato raffreddare e successivamente spennellato con una glassa di albume d’uovo e codette di zucchero colorate che oltre a renderlo festoso ne aumentano la conservazione e la fragranza.
Parlando di questo dolce tipico non possiamo non cogliere il SIMBOLISMO cristiano. Con l’avvento del cristianesimo la forma si è evoluta in figure come la colomba (simbolo di pace), il paniere (abbondanza) e “l’aceddu” che simboleggia lo Spirito Santo e la libertà.
L’uovo sodo incastonato al centro, rappresenta il sepolcro di Gesù, il guscio simboleggia la tomba che, rompendosi, lascia uscire la vita proprio come il pulcino che nasce.
Il guscio dell’uovo non veniva mai rimosso prima della cottura anche perché credenza popolare vuole che lo stesso avesse il potere di allontanare malocchio e carestie, mentre le strisce di biscotto messe sopra l’uovo a forma di croce oltre ad avere una funzione strutturale servono a sigillare il bene contro le forze del male.
“L’ aceddu cu l’ovu” allora aveva anche un significato sociale inteso come dono propiziatorio.
Era, infatti, anticamente il regalo per i bambini e delle giovani donne, come augurio di prosperità e fertilità per l’anno avvenire e nata per ovviare alla ristrettezza economica di una volta che impediva alle famiglie di regalare le vere uova di cioccolata.
“L’aceddu cu l’ovu” rappresenta, inoltre, il legame familiare. La preparazione avviene tradizionalmente durante la settimana santa coinvolgendo grandi e piccini, ognuno con il proprio compito, mai il venerdi’, in gesti che si tramandano da generazioni a generazioni.
Ogni borgo conserva tutt’oggi la propria ricetta e forma tipica del biscotto a testimoniare l’identità territoriale. Preparare “l’aceddu cu l’ova” si trasforma in una grande gioia per tutta la famiglia.
Inoltre i contadini e i pastori li portavano nelle sacche durante le escursioni verso i santuari o pascoli. L’uovo sodo, protetto dal biscotto, era il pasto proteico perfetto e facile da portare.
“L’ACEDDU CU L’OVU” RAPPRESENTA TUTT’OGGI UN PRODOTTO IDENTIFICATIVO TERRITORIALE ESPRESSIONE della nostra CULTURA. Resta un filo conduttore che unisce la nostra storia e le nostre radici.
Foto amatoriali di alcuni “aceddi cu l’ova. Inviaci le tue:



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