#1Maggio 1891
L’epopea dei Fasci Siciliani ha costituito una delle pagine piĂą importanti nella lotta del movimento dei lavoratori in Sicilia, ma anche un importante episodio di tentato riscatto dell’isola dalle politiche colonizzatrici del Regno d’Italia.
Dal 1889 al 1894, anno della loro definitiva repressione ad opera del governo guidato dal siciliano Francesco Crispi, i Fasci Siciliani alimentarono le speranze di contadini ed operai, riportando all’ordine del giorno anche la mai sopita ansia di autogoverno della Sicilia.
Il primo fascio si organizzò spontaneamente a Messina nel 1889, ma sarĂ solo il 1° maggio del 1891 che avverrĂ l’istituzione ufficiale dei Fasci Siciliani dei Lavoratori, nella cittĂ di Catania, su iniziativa di Giuseppe De Felice Giuffrida. L’anno seguente nacquero i fasci di Palermo, Trapani, Siracusa ed altre localitĂ minori. Il movimento acquisì ben presto notevole presa sulle classi piĂą umili della popolazione isolana.
Il 20 gennaio 1893 un primo grave atto di repressione governativa si verificò a Caltavuturo, culminando in un autentico massacro. Nel maggio dello stesso anno i Fasci Siciliani celebrarono il loro primo congresso a Palermo, eleggendo il comitato centrale del movimento. Nell’autunno seguente l’organizzazione raggiunse il massimo della sua forza, dando vita a scioperi su vasta scala e tentando una fallita insurrezione. Con tali azioni i Fasci Siciliani riuscirono ad ottenere a vantaggio dei contadini importanti conquiste. In Italia, nel frattempo, anche in conseguenza delle notizie provenienti dalla Sicilia, cadde il governo presieduto da Giovanni Giolitti.
A Giolitti seguì Francesco Crispi, siciliano di Ribera, che aveva preso parte ai moti del 1848 ed allo sbarco dei mille, abbandonando poi le posizioni autonomiste e repubblicane a favore di un acceso nazionalismo italiano e monarchico. Crispi decise di reprimere definitivamente i Fasci Siciliani, da lui accusati, tra l’altro, di ambizioni separatistiche sobillate da potenze internazionali (Inghilterra, Francia, Russia). Al fine di reprimere il movimento Crispi diede l’ordine di avviare un intervento militare nel dicembre 1893. Il 4 gennaio 1894 fu proclamato lo stato d’assedio in tutta la Sicilia. Seguirono eccidi in varie localitĂ dell’isola, l’arresto dei capi del movimento e la loro condanna a dure pene detentive (poi amnistiate nel 1896). Si chiuse così, per mano di un governo presieduto da un siciliano, l’ennesima pagina di tentato riscatto della Sicilia ottocentesca.
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