#30Aprile 1982
Sindacalista e deputato nazionale del Partito Comunista Italiano, Pio La Torre è stato uno dei tanti martiri caduti per mano di Cosa Nostra nel periodo di massima drammaticità del fenomeno mafioso. Il politico palermitano, già divenuto scomodo per le sue battaglie sindacali, ebbe un ruolo di primo piano nell’aggressione ai patrimoni della criminalità organizzata, promuovendo l’approvazione della legge introduttiva del reato di associazione mafiosa nonché quella relativa alla confisca dei beni. L’impegno di Pio La Torre però non si limitò ad ostacolare la prepotenza mafiosa: tra le sue principali battaglie, infatti, si annoverano anche quelle contro l’apertura della base missilistica NATO a Comiso e la coraggiosa denuncia in merito al tradimento dell’autonomia siciliana da parte dei governi italiani.
Nato nel quartiere palermitano di Altarello alla vigilia di Natale del 1927, Pio La Torre era figlio di un’umile famiglia di contadini. Sin da ragazzo fu impegnato nelle lotte a difesa dei braccianti, aderendo alla Confederterra e poi alla CGIL (di cui diverrà segretario provinciale nel 1952). Il suo impegno sindacale, in anni assai difficili per il mondo contadino dell’isola, gli costerà anche qualche arresto. Sposato nel 1949 con Giuseppina Zacco, conosciuta dopo l’iscrizione al PCI, ebbe da lei due figli: Filippo e Franco.
Eletto consigliere comunale a Palermo nel 1952, proseguì contemporaneamente l’attività di dirigente sindacale, diventando segretario regionale della CGIL nel 1959. Eletto segretario regionale del PCI nel 1962, l’anno dopo La Torre concorse con successo per l’Assemblea Regionale Siciliana, divenendo deputato. Verrà poi rieletto nel 1967 e nel 1971. È proprio durante la carriera da deputato regionale che Pio La Torre si esprimerà con grande coraggio sul tema dell’autonomia siciliana. Nel 1965 egli aveva definito l’autonomia speciale con le seguenti parole: «uno strumento valido di sviluppo e oggetto di una offensiva (sul piano politico e giurisdizionale) da parte dello Stato che mira a svuotarla», rincarando la dose così: «la svolta drammatica che vive oggi l’Autonomia siciliana non è che il risultato più evidente della volontà del Governo nazionale di mortificare gli istituti democratici del Paese per fare passare le linee di sviluppo del capitalismo monopolistico».
Sempre Pio La Torre sosteneva:
“E’ da respingere come semplicistica e sbagliata la conclusione che i mali di cui soffre la Sicilia derivano dall’Autonomia regionale. E’ nostra ferma convinzione, al contrario, che questi mali derivano dalle limitazioni che all’Autonomia sono state imposte dai gruppi dirigenti nazionali economici e politici e dal modo come questi gruppi hanno inteso servirsi dell’Autonomia siciliana come di una appendice periferica anche amministrativa del loro dominio personale”.
“Mancanza, dunque, non eccesso di Autonomia. L’indubbia responsabilità dei gruppi dominanti siciliani economici e politici è una responsabilità derivata e secondaria rispetto a quella principale nazionale”.
Fatto entrare nella segreteria nazionale del PCI per volontà di Enrico Berlinguer, nel 1972 fu eletto alla Camera dei Deputati. Tra il 1973 ed il 1976 fu tra i principali protagonisti della Commissione Parlamentare Antimafia, redigendo una relazione di minoranza destinata a divenire un importante documento sulla storia della mafia. In questa relazione La Torre, tra l’altro, accusava esplicitamente politici come Salvo Lima e Vito Ciancimino di legami organici con Cosa Nostra.
Rieletto alla Camera nel 1979 e divenuto membro della Commissione Difesa, nel 1981 La Torre chiese ai vertici del suo partito di tornare a rivestire l’incarico di segretario regionale del PCI, al fine di poter meglio condurre la sua battaglia contro l’installazione della base missilistica NATO di Comiso, da lui considerata un grave pericolo per la sicurezza della Sicilia e del Mediterraneo. Egli riuscì a raccogliere un milione di firme contro la base. Nel 1982 fu approvata la Legge Rognoni-La Torre, di fondamentale importanza per il contrasto a Cosa Nostra.
Tuttavia, poco dopo, nella mattinata del 30 aprile 1982, Pio La Torre fu trucidato da un commando mafioso mentre stava raggiungendo la sede del partito insieme all’autista Rosario Di Salvo. Fu sepolto presso il Cimitero dei Cappuccini.
_______________________
Chi volesse seguirci ci contatti a: info@siculomania.com Chi invece volesse un contatto più rapido, ci faccia sapere tramite messaggio whatsapp (3471671731), se vuole essere inserito sul nostro canale Telegram ( https://t.me/siculomaniacultura) o per essere inseriti nella lista broadcast di WhatsApp.
Gruppo WhatsApp Nsignámuni Lu Sicilianu link👇
https://chat.whatsapp.com/H7dZI2Yvx2W5FbxblcJJx7
Vi invieremo i nostri contenuti e vi terremo informati sulle nostre iniziative.

