✍️ IL POETA DEL POPOLO
Pietro Fullone, meglio noto con il nome siciliano Petru Fudduni, ha rappresentato una delle anime più popolari della poetica in lingua siciliana.
Petru nacque in data imprecisata, all’inizio del seicento, nel quartiere palermitano del Seralcadio (o Capo). Ben poco è noto delle sue origini così come della sua biografia, giuntaci prevalentemente attraverso gli aneddoti della memoria popolare.
Secondo alcuni storici il cognome stesso, italianizzato in “Fullone”, potrebbe essere in realtà un soprannome derivato dalla parola siciliana “foddi” (folle), da cui l’epiteto di “Petru Fudduni” (Pietro il “gran folle”). Di lui si sa che esercitò il mestiere di cavatore di pietra (in siciliano “pirriaturi”) e, saltuariamente, quello di marinaio.
Tra coloro i quali si sono avventurati nell’indagine sulla vita di questo strano poeta non è mancato chi ha ipotizzato l’esistenza di due diversi personaggi: l’uno colto (il Fullone), l’altro ignorante, acculturatosi grazie alla fortunata frequentazione con gente dotta (il Fudduni). Tale ipotesi, tuttavia, rimane una congettura difficilmente dimostrabile. È più probabile che Petru fosse un geniale autodidatta, cosa che potrebbe bastare a giustificare la sua ammissione alla prestigiosa Accademia dei Riaccesi, tra le più importanti della città di #Palermo.
Nella memoria popolare Petru viene ricordato come abilissimo improvvisatore, in grado di usare la lingua e la penna come una spada in tenzoni poetiche con altri bardi siciliani. Si narra addirittura che l’aristocrazia cittadina lo rispettasse e temesse per via della sua enorme popolarità, cosa che gli assicurava il godimento di vasta tolleranza se non addirittura di una sorta di immunità, come dimostrato da vari episodi della sua biografia.
Il poeta morì a Palermo il 22 marzo 1670, ma la sua memoria, tramandata sia dal popolo che dai più colti poeti siciliani, ha resistito al trascorrere dei secoli.
Di seguito due poesie significative del poeta siciliano
A DIU
Auturi incomprensibili, chi renni
di l’auta essenza ogni oggettu incapaci,
mentri chi tuttu movi e tuttu intenni,
Spiritu, ca ogni cosa fai vivaci,
Suli chi nun tramunti e in tuttu stenni
li rai sublimi, re santu e viraci,
pirduna tu li me’ gran culpi orrenni
e a st’arma affannata metti paci.
Nota di traduzione
Autore incomprensibile che rendi dell’alta essenza ogni oggetto incapace,
mentre che tutto muovi e tutto intendi, Spirito che ogni cosa fai vivace,
Sole che non tramonti e in tutto stendi i raggi sublimi, Re santo e verace,
perdona tu le mie grandi colpe orrende e a quest’anima affannata metti pace.
PIETA’ DI CRISTU
O di anima ingrata amanti piu,
chi ‘nchiagatu a la cruci misu stai,
e la tua vita a tantu straziu riu
di dura morti offirennu la vai;
Quant’è la tua pietati o Cristu miu,
di la mia crudeltà chiù ranni assai,
poichì nun stanchi a pirdunarmi, Diu,
s’iu d’offenniri a tia nun stancu mai
Nota di traduzione
Oh di anima ingrata amante pio, che pieno di piaghe alla croce messo stai,
e la tua vita a tanto strazio rio. di dura morte offrendo la vai;
Quanto è la tua pietà o Cristo mio, della mia crudeltà più grande assai,
poichè non stanchi a perdonarmi, Dio, se io d’offendere a te non stanco mai
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Un poeta da riscoprire per i giovani e i vecchi. W la lingua siciliana .Salvo Piparo ha capacità di risuscitare questo poeta.
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