La storia dell’emigrazione è spesso raccontata come una cronaca di sacrifici e partenze amare. Ma c’è una pagina della nostra storia che parla di puro orgoglio, riscatto e del genio innato che la Sicilia sa esportare nel mondo. È la straordinaria avventura di Venerando Pulizzi, un figlio di Catania nato nel 1792, che ha scritto il suo nome a lettere d’oro nella storia degli Stati Uniti d’America, diventando il primo siciliano e il primo italiano a guidare un’istituzione musicale americana.
E non un’orchestra qualunque, ma la prestigiosa United States Marine Band, fondata dal Congresso nel 1798 e ribattezzata “The President’s Own” (la banda personale del Presidente) per il suo legame indissolubile con la Casa Bianca.

Il terzo leggendario direttore di questo pilastro della cultura americana era un catanese verace, che mantenne alto l’onore della sua terra fino alla morte, avvenuta a Washington l’8 ottobre 1852.
Quell’irrefrenabile richiamo del talento siciliano
Tutto cominciò nel 1805, quando il Presidente americano Thomas Jefferson, uomo di sconfinata cultura e profondo estimatore dell’arte europea, ammise una verità assoluta: per far fare il salto di qualità alla musica d’oltreoceano, serviva la maestria e la scuola dei musicisti del Sud Italia. Mandò così il capitano dei Marines John Hall in missione diplomatica e artistica nel Regno di Sicilia.
Il porto d’attracco fu proprio la Sicilia, terra fertile di talenti. A Catania, il capitano arruolò una compagnia di 16 musicisti guidati da Gaetano Carusi. Tra loro c’era Felice Pulizzi e il suo giovanissimo figlio, Venerando, un ragazzino catanese di appena 12 anni. Con il fuoco dell’arte siciliana nel sangue e una valigia piena di speranze, il piccolo Venerando salutò il mar Jonio e l’Etna per affrontare l’Oceano Atlantico, sbarcando a Washington il 19 settembre 1805.
La scalata di un catanese: dal piffero alla direzione della Casa Bianca

Crescere in una Washington ancora in costruzione non era facile per un giovane immigrato, ma Venerando portava con sé la determinazione e la resilienza tipiche della sua terra. L’ascesa del musicista catanese all’interno dei ranghi militari fu travolgente, una vera e propria scalata basata sul merito e sul talento puro:
- 1812: Viene promosso a Fife Major (maggiore dei pifferai).
- 1816: Prende in mano la direzione provvisorio della banda dei Marines.
- 1818-1824: Ottiene l’investitura formale e stabile come Leader assoluto del corpo musicale.
Il culmine di questo orgoglio siciliano arrivò nell’ottobre del 1824. In occasione della storica visita a Washington del Generale La Fayette — un evento epocale voluto dal Presidente James Monroe che paralizzò la capitale con il più grande corteo stradale mai visto fino ad allora — fu proprio la bacchetta del catanese Venerando Pulizzi a scandire il ritmo della nazione americana, guidando i Marines davanti alle massime autorità dello Stato.

Una vita d’onore e fedeltà: Sergente Maggiore dei Marines
Il legame di Pulizzi con la sua nuova patria non cancellò mai la tempra e la fierezza delle sue origini. Finita l’esperienza da direttore d’orchestra, nel 1832 Venerando ottenne un altro primato eccezionale: fu nominato Sergente Maggiore dei Marines, il grado più alto raggiungibile da un sottufficiale del Corpo. Ricoprì questo ruolo di immenso prestigio istituzionale per vent’anni, servendo la divisa con onore fino al suo ultimo respiro nel 1852.
La parabola di Venerando Pulizzi non è solo una biografia d’altri tempi. È la dimostrazione di come l’identità siciliana, quando incontra l’opportunità, sia capace di dominare la scena internazionale. Quel filo rosso musicale che Pulizzi tese da Catania a Washington fu il primo pilastro di un ponte culturale immenso: lo stesso che, un secolo dopo, avrebbe visto altri figli di Sicilia contribuire alla nascita del Jazz a New Orleans.
Oggi, quando pensiamo alla banda che suona per il Presidente degli Stati Uniti, possiamo dirlo con orgoglio: la prima vera anima di quell’orchestra parlava catanese.


Due storie molto speciali, quelle di Venerando Pulizzi e di Angelo Musco, nostri eccellenti corregionali ! !
Tanti i Siciliani che si sono fatti onore e che hanno fatto onore alla nostra terra