
Pietro Bachi (nato a Palermo come Ignazio Batolo, 1787 – 1853) è stato il primo accademico siciliano a insegnare alla Harvard University. Insegnó Lingua e letteratura italiana, spagnolo e portoghese nel periodo 1826-1846. Aprí la strada di Harvard ad altri due illustri intellettuali siciliani:
– Luigi Monti, anche lui nato a Palermo nel 1830 che insegnò nell’Universitá Americana fra il 1854 e il 1859.
– Giorgio La Piana straordinario intellettuale e docente anche lui siciliano e nato a Piana degli Albanesi. Un altro intellettuale che accolto ad Harvard, strettamente legato al tema degli esuli siciliani e dei fuggiaschi politici.
La Piana rappresenta un tassello fondamentale, tanto da essere colui che aiutò materialmente il poeta Lauro de Bosis a ottenere i primi incarichi di insegnamento estivo proprio a Harvard.
Insegnò nell’universitá americana fra il 1915 ed il 1947.
Fu determinante per l’accoglienza presso il prestigioso ateneo di Gaetano Salvemini che diverrá il primo insegnante italiano non nato in Sicilia di Harvard.
Tornando a Pietro Bachi, nel 1815 rimase coinvolto nel tentativo di restaurazione di Gioacchino Murat sul trono delle Due Sicilie. Per sfuggire alle persecuzioni dei Borbone, cambiò nome da Ignazio Batolo in Pietro Bachi e fuggì prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti. L’arrivo a Harvard avvenne nel 1826 dove fu nominato docente dal celebre letterato George Ticknor, diventando un pioniere dell’italianistica accademica americana (preceduto negli USA solo da Carlo Bellini e Lorenzo Da Ponte). Nonostante il successo iniziale e la pubblicazione di diverse grammatiche e testi accademici, problemi economici e vicende personali lo portarono a dichiarare bancarotta e a perdere il posto a Harvard nel 1846, morendo poi in povertà a Boston nel 1853
Un suo celebre ritratto dell’epoca è tuttora conservato presso l’Harvard Art Museums (foto in copertina).
Da segnalare lo stretto legame con Pietro D’Alessandro (1811–1855) anche lui nato a Palermo. D’Alessandro fu un poeta, diplomatico e patriota di spicco. Per la sua posizione fortemente antiborbonica fuggì a Boston nel 1838 per evitare l’arresto. A Boston divenne intimo amico di Pietro Bachi. Grazie alla sua profonda cultura, strinse legami con il poeta Henry Wadsworth Longfellow e altri intellettuali di Harvard. Non smise mai di lottare per l’indipendenza della Sicilia. Durante la Rivoluzione siciliana del 1848, tornò nell’isola e fu nominato Segretario del Ministero degli Affari Esteri del governo provvisorio siciliano, per poi essere nuovamente esiliato a Malta dopo la restaurazione borbonica.

Harvard e Boston furono luoghi che ospitarono diversi esuli siciliani che lottarono e vissero per una Sicilia libera dall’oppresione borbonica e sognando una Sicilia proiettata verso un nuovo modello di sviluppo. I loro sogni non furono esauditi, ma i loro ideali continuarono a correre su altre gambe.
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