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🗓️ #12AGOSTO

Giuseppe d’Alesi, nato a #PolizziGenerosa nel 1612 e di professione battiloro, è entrato nella storia per aver capeggiato uno dei più tumultuosi tentativi di ribellione nella #Sicilia dei Viceré legati alla corona di #Spagna.

La storia rivoluzionaria di Giuseppe d’Alesi inizia nel maggio 1647, quando il battiloro partecipò ai disordini scoppiati a #Palermo sotto la guida di Nino La Pelosa. Arrestato dopo l’insuccesso del moto, d’Alesi riuscì ad evadere ed a rifugiarsi a #Napoli, dove nel luglio seguente assistette alla sollevazione popolare di #Masaniello.

Fu proprio questo evento a convincerlo a tornare a Palermo al fine di organizzare una rivolta. Il 12 agosto riunì i capi delle corporazioni cittadine nei pressi del quartiere della Conceria e, puntando il dito contro la miseria popolare, invitò i partecipanti alla sollevazione. La scelta dei capi del fronte rivoluzionario fu affidata ad un sorteggio che premiò lo stesso d’Alesi insieme a Giuseppe Errante e Gian Battista dell’Aquila.

Il 15 agosto, reagendo a degli arresti, i ribelli si recarono nei pressi del Palazzo Reale, dove ebbe inizio la rivolta armata vera e propria. Costretto il Viceré alla fuga via mare, nella stessa giornata d’Alesi fu acclamato Capitano Generale. Il giorno dopo, dinanzi alle autorità ed alla nobiltà cittadina, partecipò ad una seduta del Senato di Palermo nel corso della quale propose l’eguale ripartizione delle cariche senatorie fra nobili e plebei, lo sgravio delle tasse e la temporanea abolizione delle gabelle.

Giunto all’apice della sua popolarità, d’Alesi si inimicò però alcune corporazioni che, insieme alla nobiltà ed all’inquisizione, ordirono una trama per ucciderlo, cosa che avverrà il 22 agosto seguente.

L’uccisione del capopopolo aprì la strada al ritorno del Viceré, sebbene i tumulti proseguiranno ancora per diversi giorni, provocando il 27 agosto la morte del più grande artista siciliano del seicento, il pittore ed architetto monrealese Pietro Novelli.


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