#12APRILE 1333
Nella zona del porto di Palermo, vicino alla Cala si trova il Castello a Mare.
Quello che resta oggi visibile dell’antica cittadella militare è poco rispetto a quanto evidente dall’iconografia.
È del X secolo, edificato in epoca musulmana e fu successivamente fortificato dai Normanni e dagli Spagnoli fino a diventare una vera e propria cittadella fortificata.

Oggi è un importante parco archeologico che mostra resti di torri, bastioni e fossati, testimonianza della sua storia come baluardo difensivo e prigione ed è anche un area aperta anche a eventi e alla fruizione cittadina.
Il 12 aprile 1333 fu scenario di una lotta fra le armate di Re Federico III cge ne ripresero il possesso dopo che era stato occupato dagli Angioini l’8 marzo precedente.

Assediato dai franco-napoletani su ordine di Roberto d’Angiò e da loro controllato, il Castello a Mare fu liberato dalle forze guidate da Pietro d’Antiochia e Giovanni Chiaramonte, al servizio del sovrano siciliano.
La fortezza fu potenziata nel 1535 ed ha ospitato le carceri dell’Inquisizione e ha svolto un ruolo chiave nei conflitti siciliani fino all’unità d’Italia.
In seguito alla demolizione parziale del 1922-1923, l’area è divenuta Area Archeologica Monumentale. Oggi è possibile ammirare la torre maestra, la porta aragonese del 1496 e i fossati.
il Castello e l’annessa cittadella militare hanno costituito il punto di forza della difesa della città di Palermo.
Il tempo, le sommosse, le battaglie e le demolizioni hanno lasciato ben poco dell’articolazione architettonica.
L’ importanza strategica della fortezza la fecero diventare il baluardo difensivo ed il simbolo da distruggere. Molte informazioni sull’area non sono più note, ma è certo che il castello è stato menzionato per la prima volta nel Liber de Regno Siciliae attribuito ad Ugone Falcando e risalente alla seconda metà del XII secolo.
Era dotato anche di un carcere e persino di una chiesetta.
L’importanza del Castello a Mare di Palermo è testimoniata dal suo inserimento nell’elenco dei 18 castelli in possesso della Regia curia. Nel XV secolo, inoltre, il castello divenne sede del governo viceregio dell’Isola e successivamente dimora dello stesso Viceré.
Fu certamente sede del Tribunale della Santa Inquisizione, durante un cinquantennio che vide passare dalle carceri del Castello a Mare migliaia di condannati a morte.
Fu oggetto di continui rimodellamenti strutturali e funzionali con adeguamenti ed ampliamenti delle vecchie strutture fino alla fine del Settecento quando, col consolidamento del potere dei Borbone, il castello restò stabilmente uno strumento di dominio e controllo su Palermo. E probabilmente l’elemento simbolico che faceva della fortezza l’emblema del potere Borbonico che lo portò a farlo divenire un simbolo da abbattere. Le continue rivolte e i moti insurrezionali della prima metà dell’Ottocento fino al 1860, quando fu assediato e Identificato dalla popolazione come elemento del governo e del potere borbonico e per tale motivo preso d’assalto e demolito in alcune sue parti. Con l’Unità d’Italia il grande complesso fortificato venne adibito a caserma e svolse tale funzione sino a quando arrivò il momento fatale: l’abbattimento.
La necessitá di rimodulare ed espandere l’area portuale palermitana implicò una consistente operazione di distruzione.
Storicamente questa operazione di riorganizzazione urbana, divenne il momento che ha portato il Castello a Mare ad assomigliare al rudere che conosciamoadesso e ben lontano dal suo antico splendore.
Dopo tanti secoli “a difesa” dei palermitani e delle istituzioni governative, in poco più di un anno, tra il 1922 e il 1923 si realizzò la demolizione del Castello a Mare.
Il dibattito pubblico all’epoca riuscirono a salvare le poche zone sfuggite alla demolizioni e che non riesconi a darci danno oggi una idea dell’imponenza di un tempo.
Resta in piedi l’accesso principale, una torre circolare del XV secolo, inglobata nel volume del Baluardo di S. Giorgio, insieme ai resti dello stesso baluardo realizzato sotto il regno di Carlo V.
Il fossato è “riemerso” nel corso dei lavori realizzati intorno al 2000 dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo.
Durante le opere di recupero è stata scoperta una vasta necropoli di età musulmana. Il recupero del Castello a Mare è una risorsa urbanistica e turistica, ma soprattutto consente ai palermitani di riappropriarsi con la propria “storia di mare”, testimoniata dalle mura e dalle fortezze palermitane e siciliane.
Foto e contenuti web fonte:
Eco Internazionale (Daniele Monteleone)
sito turismo Comune di Palermo
sito Fondo Ambiente (FAI)
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