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#13Aprile 1848

Insediatasi sul trono di Sicilia nel 1735, la dinastia borbonica ebbe sin dall’inizio un rapporto complesso con l’isola, caratterizzato da alterne speranze ed illusioni. A segnare drammaticamente il destino della Sicilia e dei Borbone sarĂ  la traumatica soppressione dell’antico Regno insulare nel 1816. Con quell’atto, che di fatto sanciva l’annessione della Sicilia a Napoli, Ferdinando III di Sicilia, divenuto Ferdinando I delle Due Sicilie, condannerĂ  se stesso e i suoi discendenti ad una logorante guerra contro le mai sopite aspirazioni d’indipendenza dell’isola.

Dopo lo scoppio della Rivoluzione il 12 gennaio 1848 a Palermo, il Parlamento siciliano – ricostituito il 25 marzo – non tardò ad esprimersi in merito ai destini della dinastia borbonica. Il 13 aprile, infatti, l’assise dichiarò per sempre decaduti dal trono siciliano Ferdinando II ed i suoi discendenti, sancendo altresì la volontĂ  di chiamare al trono un nuovo principe dopo la riforma della Costituzione del Regno. In seguito la corona verrĂ  offerta al duca di Genova, Ferdinando di Savoia, che però la rifiuterĂ .

Alla dichiarazione del 13 aprile, l’8 maggio 1848 il Parlamento siciliano aggiunse un lungo proclama, rivolto “a tutte le nazioni civili”, con il quale riassumeva le ragioni della Rivoluzione e la legittimitĂ  delle aspirazioni all’indipendenza della Sicilia. Il proclama, in particolare, si concentrò nell’elencazione dei motivi che avevano condotto al progressivo deterioramento dei rapporti tra l’isola, spogliata della sua plurisecolare identitĂ  politica, e la dinastia borbonica, rea di aver riportato le lancette della storia all’epoca di Carlo d’Angiò, con la #Sicilia nella sostanza sottomessa a Napoli. Il proclama, dunque, era una sorta di memorandum utile a spiegare la genesi della Rivoluzione siciliana.

Tuttavia, appena un anno dopo, la riconquista borbonica dell’isola, agevolata dall’assenza di un concreto aiuto alla Sicilia da parte degli altri stati italiani e delle altre nazioni europee, condusse alla restaurazione dell’ormai odiata dinastia. La fine del dominio borbonico sull’isola era però solo rinviata. Dodici anni dopo, infatti, con lo sbarco dei “mille” guidato da Giuseppe Garibaldi, il tempo dei Borbone sull’isola cesserĂ  definitivamente.
Garibaldi fu favorito dal sentimento antiborbonico per la sua campagna militare. I Siciliani credettero di ritrovare la propria aspirazione di libertĂ . Alcuni pensarono di costruire nuovamente una Sicilia indipendente con un rapporto di tipo federativo con le altre realtĂ  presenti nel territorio italico.
L’ illusione fu presto palesata e i fermenti rivoluzionari tornarono nell’ isola per essere repressi poi con violenza.
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