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Il 24 ottobre 1725 moriva a Napoli uno dei maggiori compositori europei vissuti a cavallo tra Sei e Settecento: il palermitano Alessandro Scarlatti. Considerato all’unanimità il capostipite della gloriosa Scuola musicale napoletana, Scarlatti è tra i principali esponenti della musica d’epoca barocca, nonché il più celebre compositore siciliano vissuto prima del leggendario catanese Vincenzo Bellini.

Ma la sua non fu una genialità isolata: Alessandro fu il sole attorno al quale ruotò una vera e propria dinastia di musicisti di sangue siciliano che per quasi un secolo ha dettato le regole dell’armonia, del melodramma e della composizione nelle più importanti corti d’Europa.

Da Palermo a Roma: la fuga dalla carestia e i primi trionfi

Nato a Palermo il 2 maggio 1660, nel cuore di una Sicilia ricca di fermenti artistici, Scarlatti fu battezzato presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate, nota ancora oggi ai palermitani come “Ecce Homo”.

Le ricerche storiche sui registri parrocchiali dell’epoca hanno rivelato quanto le radici di questa dinastia fossero profondamente ancorate alla nostra Isola: il padre Pietro Scarlata (cognome poi italianizzato in Scarlatti) era un fiero commerciante palermitano, e la madre Eleonora d’Amato apparteneva a una famiglia locale. Fu in questo ambiente che la musica iniziò a scorrere potente nel sangue della famiglia.

La carriera musicale di Alessandro fu infatti condivisa fin da subito con i suoi fratelli: il fratello minore Francesco Scarlatti, un virtuoso del violino e compositore di immenso talento, portò la scuola strumentale siciliana prima a Napoli, poi a Londra e infine a Dublino, in Irlanda, dove morì dopo aver diffuso il gusto barocco oltremanica; la sorella Anna Maria Scarlatti, straordinaria cantante d’opera (soprano), con cui Alessandro si trasferì a Roma nel 1672 per sfuggire alla grave carestia che aveva colpito Palermo.

Anche l’altro fratello, Tommaso Scarlatti, si distinse a Napoli come apprezzato tenore d’opera buffa. Portando nel bagaglio culturale i colori, l’espressività e la drammaticità tipici della loro terra d’origine, i fratelli Scarlatti conquistarono la città dei Papi.

Un antico dipinto di Alessandro Scarlatti, l’uomo che trasformò il cognome palermitano Scarlata in un marchio di genialità assoluta in tutta Europa.

Secondo autorevoli ricostruzioni storiche, il primo maestro di Alessandro a Roma fu l’anziano Giacomo Carissimi, gigante della musica sacra. Nella città pontificia il compositore palermitano sposò nel 1678 la nobile Vittoria Ansalone, anch’essa di origini siciliane, dando vita alla seconda generazione della dinastia.

Dalla loro unione nacquero ben dieci figli, tra cui spuntarono i futuri musicisti Pietro Filippo (che diventerà un stimato organista e maestro di cappella a Napoli) e, soprattutto, il leggendario Domenico Scarlatti.

Domenico Scarlatti: il figlio d’arte che ereditò il genio e rivoluzionò il pianoforte

Se il padre Alessandro pose le basi dell’opera barocca, il figlio Domenico compì una vera e propria rivoluzione copernicana nella musica per tastiera. Trasferitosi alla corte di Lisbona e poi a Madrid come maestro della regina Maria Barbara di Braganza, Domenico compose ben 555 Sonate per clavicembalo.

In queste composizioni immortali, Domenico iniettò un ritmo travolgente, fatto di audaci dissonanze, incroci delle mani e richiami popolari: una vitalità ritmica che molti musicologi fanno risalire proprio a quel patrimonio genetico e culturale siciliano ereditato dal padre.

Questa straordinaria capacità dei figli della nostra terra di esportare e reinventare l’arte nel mondo si ritroverà intatta secoli dopo, quando un altro siciliano doc diventerà, in America, il Cristoforo Colombo del jazz.

Alla corte dei sovrani: Scarlatti conquista la Regina di Svezia e il Bernini

Ottenuto il primo clamoroso successo nel 1679 con l’opera L’honestà negli amori, Alessandro venne assunto come maestro di cappella dell’ex Regina Cristina di Svezia.

Con il prestigioso patrocinio della sovrana e il supporto del grandioso Gian Lorenzo Bernini – che rimase estasiato dall’estro del giovane palermitano –, lo Scarlatti Senior si impose ben presto come il maggiore operista d’Italia.

Quella stessa viscerale passione che muoveva le sue dita sulla carta da musica è la stessa che muove da sempre i grandi artisti della nostra isola, capaci di farsi interpreti assoluti del sentimento, proprio come accadrà più avanti con il musicista che esaltò la Sicilia.

L’eredità musicale della famiglia Scarlatti
Rappresentazione della genealogia dei tre livelli della famiglia Scarlatti. Dal capostipite Pietro ai suoi otto figli — tra cui spicca Alessandro, maestro della Scuola Napoletana — fino alla terza generazione che ha dato i natali a Domenico Scarlatti, celebre autore delle 555 Sonate per clavicembalo, Pietro Filippo e Giuseppe Scarlatti.

Nel 1683 la dinastia si spostò a Napoli, chiamata dal Viceré Marchese di El Carpio. In terra campana, Alessandro compose un numero impressionante di opere (oltre 115) e più di 600 cantate, pur non perdendo mai i legami con Roma e soggiornando a Firenze per il Granduca Ferdinando de’ Medici. Tra i suoi capolavori teatrali si ricordano Il Pompeo (1683), Pirro e Demetrio (1694), il dramma regio Il Mitridate Eupatore (1707), Il Tigrane (1715), Il trionfo dell’onore (1718) e la celebre Griselda (1721).

Il dominio degli Scarlatti sui palcoscenici del tempo fu così assoluto da creare inevitabili invidie e accese rivalità con i compositori delle scuole rivali (come quella veneziana o bolognese).

Una dinamica di fiera competizione artistica che nella storia della musica italiana si ripeterà ciclicamente, come quando, nell’Ottocento, un altro straordinario maestro palermitano si troverà a essere ingiustamente etichettato come il rivale dimenticato di Verdi.

I capolavori immortali e quel cratere su Mercurio che profuma di Sicilia

La grandezza degli Scarlatti è rimasta talmente impressa nella storia della civiltà umana da aver superato persino i confini del nostro pianeta: oggi, a perenne memoria di una dinastia geniale nata all’ombra di Monte Pellegrino, ad Alessandro e al figlio Domenico è intitolato il cratere Scarlatti sul pianeta Mercurio.

Un riconoscimento cosmico per una famiglia che, partendo dai vicoli di Palermo, ha conquistato l’Europa a colpi di note, lasciando un’impronta indelebile nella storia universale della musica.

Di siculomania.com

[Marco Lo Dico - www.siculomania.com] Cacciatore di storie, custode di memorie e innamorato viscerale della nostra terra. Scrivo per restituire voce ai protagonisti che hanno reso grande la Sicilia nel mondo, raccontando l'arte, la storia e la cultura dell'isola oltre i cliché. Perché la sicilitudine non è solo un'origine, ma una dichiarazione d'orgoglio e un modo fiero di guardare il mondo. 🔴🟡

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