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10 Aprile 1916

📚Pioniere degli studi e della scienza folcloristica in Italia, nel corso della sua lunga attività intellettuale Giuseppe Pitrè, che di professione era nato medico, raccolse una vastità di informazioni tali da rendere la sua opera il punto di riferimento imprescindibile per chiunque si avventuri nello studio delle tradizioni popolari siciliane. Al punto che anche celebri letterati come Giovanni Verga e Luigi Capuana, alla ricerca di spunti narrativi, attinsero ai suoi studi.

👶Giuseppe Pitrè nacque a #Palermo, nel popolare quartiere del Borgo Vecchio, il 22 dicembre 1841. La sua famiglia era di umili origini ed il padre, un marinaio poi emigrato negli #StatiUniti, morì di febbre gialla a #NewOrleans.

Nel 1860, diciannovenne, al pari di altri siciliani affascinati dalle promesse di libertà e giustizia sociale proferite da Garibaldi, Pitrè si unì all’impresa dei “mille”. In tale frangente si recò anche a Napoli assieme al prodittatore Antonio Mordini dopo il plebiscito che aveva sancito l’annessione della #Sicilia al Regno Sabaudo.

In seguito, avendo abbracciato la professione medica, Pitrè rimase a stretto contatto con le classi sociali più povere ed umili, dai contadini ai marinai. Grazie a questa vicinanza, coltivando la sua passione per la storia e l’antropologia, iniziò a raccogliere una ricca serie di canti popolari, che confluiranno in una grande “Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane”, data alle stampe in ben venticinque volumi tra il 1871 ed il 1913.

📰Insieme a Salvatore Salomone Marino, Pitrè fondò nel 1880 la più importante rivista di studi folclorici d’Italia, l’“Archivio per lo studio delle tradizioni popolari”, da lui diretta fino al 1906. Nello stesso periodo iniziò una fitta rete di corrispondenze con studiosi di varie parti del mondo. Nel 1903 divenne presidente della Reale Accademia di Scienze e Lettere di Palermo. Nel 1909 fu nominato membro dell’Accademia della Crusca e l’anno seguente invitato ad insegnare all’Università di Palermo. In seguito rivestì anche l’incarico di presidente della Società Siciliana di Storia Patria.

🖼️Si deve a lui anche la fondazione dell’importante Museo Etnografico Siciliano nel 1909, la cui prima sede fu ubicata in Via Maqueda. Tale museo, successivamente a lui intitolato, dal 1935 ha sede negli spazi adiacenti la Palazzina Cinese di Palermo (ne abbiamo parlato 👇https://www.siculomania.com/2043/museo-biblioteca-archivio-pitre/ ), residenza reale borbonica nel Parco della Favorita.

Il 30 dicembre 1914, al culmine della sua notorietà internazionale, in un tempo in cui i suoi studi andavano diffondendosi anche negli Stati Uniti, Pitrè fu nominato senatore del Regno d’Italia, carica che manterrà fino alla sua morte, avvenuta a Palermo il 10 aprile 1916.

Le sue spoglie mortali furono sepolte presso la Chiesa di San Domenico, pantheon dei siciliani illustri.
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